Itinerario storico di alta valle

Questo percorso che si snoda in alta Valle Imagna può essere considerato la sintesi perfetta di tutto ciò che rappresenta il patrimonio storico valdimagnino.

Questo percorso può essere considerato la sintesi di tutto ciò che rappresenta il patrimonio storico valdimagnino. Dalla Valle del Ponte questa antica cavalcatoria ha costituito un importante asse di collegamento tra due importanti bacini idrografici che dalla valle del Gandino univa  il bacino della Valle Spadola quasi parallela al Dorsale di Pedesini.

Il percorso può essere suddiviso in più parti dal Ponte del Gandino fino alla cappelletta sol Castel lungo la mulattiera oltre al tratto della Valle Spadola fino alla Tribulina dol Luca restaurata e da questo alla Valle del Ponte ubicata poco prima del ponticello di pietra che unisce Locatello.

Partendo da Cà Taiocchi si scende lungo l’antico sentiero comunale oggi a malapena individualbile. L’attuale percorso che scende direttamente dal nuclo abitativo è di proprietà privata. Arrivati presso la Valle del Gandino si intravede il sentiero originario con muri a secco. In uno spiano è ubicato l’edificio rurale individuato come zone di attestazione per la partenza del nostro itinerario. Il sentiero si inoltra tra la boscaglia sorta lì dove prima si coltivavano granoturco e patate. In zona acqua colta una marmitta causata dall’erosione dell’acqua, serviva un tempo come pozza per la cattura di squisite trote e gamberi di acqua dolce.

Proseguendo si arriva al Ponte del Gandino recuperato dalla Comunità Montana. All’inizio del sentiero sorge un cippo commemorativo con l’iscrizione G.T. 1790. Proseguendo si incontra la prima cappella viaria, intorno zone terrazzate. A circa dieci metri si incontra un interessante edificio rurale completo di stalla e fienile. Appena sopra è individuabile un percorso naturalistico che ha come punto finale un roccolo oggi in disuso.

Nella sottostante strada prosegue l’orrido del Gandino con scorci naturalistici di grande fascino e la presenza di una cava di pietra. Una seconda cappella sottolinea l’importanza di questo percorso che a memoria d’uomo serviva per il passaggio del bestiame, il trasporto di manufatti artigianali legati alla tornitura del legno, della frutta e dell’uva. La parte finale del percorso conserva attualmente una zona pianeggiante che è stata recentemente ripulita dall’imboschimento naturale. Sopra, in una zona naturalistica di grande importanza, dove si traguarda a 360° gran parte della valle, verso i Passi della Valle San Martino, Celipiano e il Comune di Corna Imagna è ubicato un edificio rurale con intorno una larga zona di coltivazione oggi abbandonata.

Articolo precedente
Itinerario delle figure di pietra a Brumano
Articolo successivo
Sulla strada dello stracchino e della pietra
Menu